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    March 04

    Mors Domina


    Chi è colui così gagliardo e forte
    che possa vivere senza poi morire?
    E da colei ch'è tutto, Madonna Morte,
    l'anima sua possa far fuggire?


    La Morte schifosa, la Morte lasciva!
    La Morte! La Morte! La Morte che arriva!

    La Morte, la Morte, dolcissima e amara,
    la Morte che avanza nella notte chiara

    La Morte di pietra, la Morte di neve
    la Morte che viene con passo lieve

    La Morte che dona, la Morte che prende,
    la Morte che ruba, la Morte che rende,
    la Morte che passa, la Morte che sta,
    la Morte che viene, la Morte che va

    La Morte che arriva con il suo dolore,
    e avvolge ogni cosa con il suo fulgore

    La Morte regina senza scettro e corona,
    la Morte! La Morte! La Morte in persona!

    La Morte! La Morte! La Morte furiosa,
    la Morte maligna, la Morte pietosa,
    la Morte sicura la Morte carogna,
    la Morte che ha il muso di un topo di fogna

    Verrà la Morte, e i tuoi occhi avrà
    e la bellezza tua, vanità di vanità...

    Verra la Morte e porterà con sè
    tutto il tuo impero, tutto, insieme a te...

    Verrà la Morte e taglierà il legame
    così sottile così forte, e così bello e infame...

    Verrà la Morte, sarà la tua coscienza,
    è stata tua compagna in tutta l'esistenza...

    Verrà la Morte, e a te che non sei niente
    porgerà la mano, in mezzo all'altra gente...
    e tu sarai il primo, come vorrà la sorte,
    a danzare con lei la danza della Morte!

    La Morte bizzarra, la Morte normale,
    la Morte che viene a lenire ogni male

    La Morte che vive, la vita che muore,
    la Morte! La Morte! La Morte nel cuore!

    La Morte ha danzato, la Morte civetta,
    la Morte ti ha scelto, la Morte ti aspetta!

    La Morte trionfante, la Morte gloriosa!
    la Morte! La Morte! La Morte tua sposa!
    February 29

    2 Timoteo 3:1-5


    Ma sappi questo, che negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili.
    Poichè gli uomini saranno amanti di se stessi, amanti del denaro, millantatori, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, sleali,
    senza affezione naturale, non disposti a nessun accordo, calunniatori, senza padronanza di se, fieri, senza amore per la bontà,
    traditori, testardi, gonfi d'orgoglio, amanti dei piaceri anzichè amanti di Dio,
    aventi una forma di santa devozione ma mostrandosi falsi alla sua potenza; e da questi allontanati.

    February 02

    Al Lettore


    La stoltezza, l'errore, l'avarizia, la colpa
    ci occupano l'anima e corpo ci fan guasto,
    e noi ci offriamo ai nostri cari rimorsi in pasto,
    come il povero sfama le zecche che lo spolpano.
     
    Siamo incalliti reprobi e penitenti pavidi;
    d'ogni nostro confiteor facciam lucro e commercio,
    poi torniamo nel fango lietamente a giacerci,
    speranzosi che vili lacrime ce ne lavino.
     
    Satana Trismegisto lungamente ci culla
    sul cuscino del male lo spirito stregato,
    e dei nostri propositi ogni ricco carato
    fa con esperte alchìmie svaporare nel nulla.
     
    È lui che regge i fili dei fantocci che siamo:
    ci lasciamo sedurre dall'oggetto più basso,
    e ogni giorno all'inferno senza orrore, d'un passo,
    attraverso mefitiche tenebre discendiamo.
     
    Come un vizioso povero succhia e copre di baci
    il seno martoriato d'una vecchia sgualdrina,
    noi rubiamo una gioia rapida e clandestina,
    e tutta la spremiamo, come un arancia fracida.
     
    Compressa, innumerevole, come vermi in fermento,
    ci fa baldoria in capo un'orda di Demoni,
    e, quando respiriamo, la Morte nei polmoni
    di nascosto dilaga con confuso lamento.
     
    Se lo stupro e l'incendio, il pugnale e il veleno,
    di vezzosi ricami non hanno ancor guarnito
    dei nostri giorni il grigio miserevole ordito,
    è che ogni volta, ahimè, l'animo ci vien meno.
     
    Ma frammezzo la lonza, la pantera, la vipera,
    lo sciacallo, la scimmia, l'avvoltoio, la biscia,
    fra i mostri che grugniscono, latrano, urlano, strisciano
    nell'infame serraglio che i nostri vizi stipa,
     
    uno ve n'è, più laido, più maligno, più immondo,
    che senza grandi gesti, senza grida di guerra,
    farebbe di buon grado diroccare la terra,
    e in un solo sbadiglio ingoierebbe il mondo:
     
    il Tedio! Pregni gli occhi d'un suo pigro rovello,
    egli sogna patiboli, fumando il narghilè:
    tu questo molle mostro conosci al par di me,
    o ipocrita lettore, mio simile, fratello!
    July 03

    Opere erotiche della terra bruciata

     
    Tramonto, aspettatevi sia l'ultimo con il nostro gran ritorno.
    La morte è già prevista.
    Ai tre 6, dove ammucchiate di fuochi bruciano.
     
    Oscurità, spogliati delle tue sottane che calano
    e concedici un assetato altare rosso sangue,
    finora inadatto.
    Le labbra dilatano la conclusione, tempo di esitare.
     
    Braccia aperte di benvenuto e crocifisse...
    Lo scempio.
     
    Mitigare congela i sette,
    estratti dalla violenza del mondo.
    I peccati espulsi dal paradiso
    ora infangano dalle viscere dell'inferno.
     
    Dove il tragico, in teoria ed in partica, cadde.
     
    Le ultime preghiere, aleggiano nell'aria.
    Ognuno nei suoi stessi stracci,
    i salvatori non risaneranno le cicatrici.
    Appeso sciancato ove avvoltoi sfidano
    nel luogo detto Golgota,
    tossisce ancora per il pesante errore di Dio.
     
    Una volta elevate le foreste
    consolidate nel cuore della natura,
    i cedri alimentano i fuochi,
    necessitano di questi per nuocere
    riperquotendo l'offesa.
     
    Cieco e profondamente spaventato,
    e la luna si è alzata per sistemare le crepe
    facendo uno squarcio così ampio da nascondere le stelle.
     
    E illumina il sentiero che abbiamo percorso
    attraverso i vetri frantumati.
     
    Veniamo con gran frastuono
    come maree ci tramutiamo in schiuma
    e saccheggiamo le lacrime
    a tutti quelli troppo ciechi per vedere...
     
    Dove il tragico, in teoria ed in pratica, incontrò
     
    Impazziti, liberi,
    infuriamo come la peste attraverso questi anni
    colmi di sentimenti d'avarizia e discordia,
    alimentando le guerre
    per poi mietere il terribile raccolto e battere in viziosa ritirata.
     
    Terra bruciata, rinascità.
    Dissotterrato nei contorcimenti dell'unico superstite
    il cui valore è peggiore della bestemmia di Sandonicus,
    che si soffocò nella sua stessa saliva.
     
    Chi condivide l'ultima risata ora.
    I destini congiunti dei morti rispettano i loro voti?
    Piedi in bocca ai mostri sacri,
    faccia a terra nella polvere e nel terreno avvelenato...
    June 20

    Odiami!

     
    Sono nato nelle ceneri dell'ardente odio
    Cresciuto dai demoni nella dimora della fine
    Ho ceduto alla tentazione della falce de
    lla morte per illuminare il mio cammino
    Demolito dalle strazianti ferite della vita
    Ho dovuto diventare la resurrezione del Diavolo
    So che non me ne frega un cazzo se vivrò o morirò


    Ho bisogno di un vescovo che predichi fuoco per gettare via i miei dolori
    Disprezzo ogni cosa che vedo così non me ne frega un cazzo se mi odi

    Non ho rispetto per l'umanità
    Non ho mai vissuto o voluto per l'immortalità
    Ho ceduto alla tentazione della falce della morte per oscurare il mio cammino
    Ogni giorno esisto per essere martoriato fino a sanguinare
    Voi figli di puttana lasciatemi essere solo
    Voi non potreste mai darmi una cura per il dolore che provo dentro di me

    Guidato dalla Morte cammino nella notte
    Mostrami la via per la vanuta del suo regno

    Io credo nell'Armageddon, sono stato battezzato nell'alcool
    Sono l'incarnazione dell'Anticristo
    Vivo solo per il mio decesso
    June 09

    Giuramento

    Ascolta, O Spirito della Notte
    Padre del mio cupo ego
    Dall'interno di questo regno, dove tu dimori
    Da questo lago di sangue, da dove ci nutriamo per procreare
    Chiamo silenziosamente la tua presenza, quando presto questo giuramento

    Possa questa notte portare il mio testamento
    E possano queste antiche montagne ricordare per sempre questa notte
    Possa la selva sussurrare il mio nome
    E possa la tempesta portare queste parole fino alla fine di tutti i mondi

    Possa la saggia Luna essere mia testimone
    Quando giuro sul mio onore
    In rispetto del mio orgoglio e dell'oscurità stessa
    Che possa dominare con la più nera saggezza

    O Spirito della Notte
    Sono solo con te
    Io sono il potere eterno
    Io sono l'Imperatore

    Venti e tempeste, abbracciateci ora
    Devastate la luce del giorno
    Aprite cancelli per terre più oscure
    Noi spieghiamo le nostre ali e voliamo via

    March 03

    Questa fu per me una storia eterna.

    La purezza di un angelo, la seduzione di un diavolo.
    Sorrisi di miele, sguardo vellutato, labbra provocanti e disgrazie ammantate di sogni e di speranze...
    Mi dominavano completamente... Mi fecero dimenticare le noie del mondo e annullarono persino la gravità del tempo.
    Paure, tormenti, ansie e disperazione... Nessun dolore potè opporsi alla gioia suprema.
    Restai affascinato... Mi persi completamente.
    Quando la ragione si addormenta, la follia prende il sopravvento.
    L'amore impazzito, si trasforma in un impulso di morte.
    February 28

    Lettere dall'altrove

    La verità non esiste e la vita come la immaginiamo di solito è una rete arbitraria e artificiale di illusioni da cui ci lasciamo circondare. Sappiamo che esse sono il semplice risultato di accidenti o punti di vista, ma non abbiamo nulla da guadagnare ad abbatterle. E infatti, è straordinariamente insensato voler abbattere con un forcone da stalla un miraggio che non è mai esistito. Penso che all'uomo assennato convenga scegliere le fantasie che più gli aggradano e crogiolarvisi innocentemente, conscio del fatto che, siccome la realtà non esiste, non c'è niente da guadagnare e molto da perdere nel buttarle via. Ancora, non esistono fantasie preferibili ad altre, perché la misura del loro valore dipende dal rispettivo grado di adattamento alla mente che le contiene.
    February 14

    Auree Accidie

     Auree accidie con memore mano dolente
    mormori sul volto e ferina tracanni lacrime di fiele:
    Tu che laceri e lenisci,
    Tu da sempre sai:
    con tal morbo ogni speranza è morta.

    Arranco al ghetto della solitudine:
    attendo e pare ammutolire il lume rubro,
    ultimo della vita tizzo ardente che sfrena al Caos

    Addio, del passato sfolgorii di favole...

    Auree accidie
    la memore mano sepolcrale
    su volti sanguinanti suppura.

    Tu che laceri e lenisci,
    Tu da sempre sai:
    pria di subir la vita,
    util una narcosi saria
    February 05

    E l'amore ha detto no

     
    E la luce dell'amore
    mi lascerebbe essere te
    attraverso il vuoto che era diventato la mia casa
    e il freddo ghiacciato dell'amore
    mi ha sedotto con te
    e in quel momento ho saputo che ero senza speranza

    guariscimi
    io supplicavo
    e l'amore ha detto no
    lasciami come se fossi morto
    e l'amore ha detto no
    uccidimi
    io piangevo
    e l'amore ha detto no

    la tomba ghiacciata dell'amore
    scavata per te
    sdraiata in un cimitero che può usare il mio nome
    la tomba infuocata dell'amore
    da me per te
    strappare il tuo cuore e lasciarti
    sanguinante con un sorriso sul volto
     
    January 07

    Flebili Urla

    Di schianto tenebre sinistre calano:
    in ridde brancolo di flebili urla,
    fitte acri che trafiggono il cervello,

    sordo fetore d’aceto di sale di sangue che abbacina le viscere,
    venefiche
    raffiche bieche di venti roventi che abbattono lo spirito sommesso:
    A questa dura prova Dio mi vuole soggetto.
    Potersi disfare della vita
    senza aborrirla.
    Di schianto sinistre
    tenebre calano:
    brancola in ridde
    di sorde urla lo spirito sommesso.
    In fitte tenebre sommesse sordamente
    lo spirito
    trafitto schianta aborrendo la vita.
    January 03

    Straziante Origine

    Sono forse convinti ch’io trasvoli nel sogno,
    ch’io mi goda l’equorea lumescenza ch’ebbrezza infonde su una nave tutt’argento e oro,
    che una diafana luttuosa lontananza per sempre ci divida...
    Stolti!
    E li vedo travolti da limaccioso fiume verso un aureo orizzonte remoto.
    Eppure mai sgretoleranno nella polvere d’oro.
    Agogno di bruciare - ch'io non arda nel fuoco eterno - le oziose carte che notte -
    tempo imbratto quando i sensi carenti ignoti e ignavi démoni evocano
    e la Parola finalmente suppura dal bubbone della mia anima;
    al lume di torcia da tanto tempo, quanto, non so,
    ché il mio tempo come in fetido carcere stagna e faville ristagna senza brividi senza riflessi...
    Che dirò a mia discolpa? Misero me...
    sfuggo la vita, tempo di separatezza,
    avvinghiato a un passato di straziante Origine:
    non nutrire come loro la stolta illusione:
    ognuno sconta il suo primo momento.
    Che dirò a mia discolpa? Me misero...
    Tu hai sofferto la Croce per la mia Redenzione.
    Una scheggia di ruggine trafigge la mia gola...
    e di sangue la mia ansia nutro corrosa, per sempre, per sempre
    e non so scivolare senza appigli nelle incorrotte latébre dei dogmi - non torni inutile tanto dolore! -
    Per l’anima... come una nascita... nuova, in un’altra...
    Vita, e, come il Principe, d'algida alba soltanto mi possa sovvenire.
    December 29

    Funesta Litania

     
    È sgombro il viale, faticato il Cammino…
    arranca sosta s’accascia si rialza il Poeta
    e il vento lo percuote che fluttua nero...

    - Da tanto esule fosti, o Servitore;
    trafitto il costato, trangugiasti il Tuo stesso sangue,
    evocando Possanze sublimi e abbiette.
    E nulla accadde ed estenuato…

    - No!
    Udite la funesta litania che i miei passi febbrili e prostrati recitano,
    per Voi, torturate, stuprate, vessate.
    Ora da Lui trascino il mio corpo,
    nell’oblio infetto d’ogni umano dovere,
    oltre il viale, per la salvezza Vostra,
    o sventurate e vilipese,
    dove il candido pietrame in brago atro abbuia e putrido,
    dove in atro antro fùmigano remote evanescenze:
    conati inani, contro l’assalto furioso del Tempo, fùnere del Fato

    December 25

    Dove trovare le parole


    - O Servitore, non giunto ancora è il Tuo Tempo:
    accogli la Nostra supplica.
    Abbuia, ma il fuoco barbaglia e rubescente pencola il volto piagato.
    Essa t’implora, accogli la Sua supplica.
     
    - Esule ormai, estenuato fluttuo in questo turpe mondo.
    Avvinto al limite ultimo della Negazione,
    trasvolar bramo oltre la Morte, verso la coscienza assoluta del Nulla.
    Una funesta litania mormora la neve mesta sul brumoso pietrame del viale;
    fiere folate di gelo i cipressi ceruli sfrenano;
    un viso sgravato di Vita si dissìpa tra i barbagli nel Fuoco ebete del Tuo Cammino
    del viale sul pietrame intirizzito, dal vento sospinto che fluttua nero